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COSA C’è DIETRO L’ETICHETTA?

La prima cosa che notiamo quando intendiamo acquistare un prodotto cosmetico è l’etichetta, sulla quale appaiono molte informazioni alcune che caratterizzano il prodotto come il nome o il logo aziendale oppure definiscono lo stesso e sono gli ingredienti.
Prima di procedere occorre fare un passo indietro.

Il mondo della cosmetica è soggetto più di ogni altro a mutamenti repentini dovuti a cambiamenti di gusto e di costume: si pensi al trucco che segue la moda o le idee del make up artist del momento oppure il confezionamento o ancora la ricerca di nuove soluzioni tecnologiche che rendano il cosmetico più gradevole.
Solo pochi anni fa il trucco era considerato disdicevole per una signora perbene e l’uso di cosmetici indice di frivolezza. Oggi un pensiero di questo tipo ci fa sorridere perché il concetto stesso di cosmesi è associato a una sensazione di benessere, di coccola, di relax, componenti ormai indispensabili per la vita moderna che ne è indubbiamente carente. Il cosmetico è diventato un alleato negli affetti e nelle relazioni con gli altri, non è più frivolezza, ma calore e consapevolezza di sé.

La legislazione che cambia con fatica, quando si tratta di cosmetico deve essere insolitamente celere: da dieci anni a questa parte la definizione di cosmetico è cambiata diverse volte e il concetto è stato ampliato riveduto e corretto. Lo scopo del legislatore è di proteggere il consumatore trattandosi il cosmetico di un bene di consumo soggetto a regole di mercato e quindi sottoposto a disciplina.

“ Ai fini della presente legge si intendono prodotti cosmetici le sostanze e le preparazioni, diverse dai medicinali, destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo umano…

Quindi, definizione dei confini della cosmetica, delimitazione della sede di applicazione , definizione degli scopi prevalenti o esclusivi. della cosmetica. La cosmetica in definitiva deve essere distinta dai medicamenti, di cui non condivide la funzione e il tropismo, di conseguenza anche l’etichetta dovrà essere differente.
L’etichetta del cosmetico riporterà il nome commerciale del prodotto , ma soprattutto conterrà le indicazioni fondamentali per dirigere il consumatore nella scelta. Parola chiave sarà informazione che porta a consapevolezza nell’acquisto. La legislazione dunque controlla che i consumatori siano tutelati nella loro scelta e guidati correttamente. Il cosmetico sarà per uso esterno per modificare correggere profumare le superfici del corpo umano, e conterrà diverse sostanze attive per raggiungere questo scopo, che saranno disperse in fasi affini all’attivo e il risultato deve essere piacevole e bello. L’etichetta riporta gli ingredienti in ordine decrescente di peso fino all’1 per cento, al di sotto del quale è possibile nominare gli ingredienti in ordine sparso. L’etichetta riporta anche gli ingredienti in un modo che ci sembra strano di primo acchito, ma il bersaglio è chiaro: l’utilizzo di una nomenclatura univoca a livello internazionale permette di capirsi in ogni luogo al mondo e quindi un consumatore statunitense avrà le stesse possibilità di comprendere l’etichetta di un consumatore francese e avrà gli stessi strumenti di discernimento e di scelta all’acquisto; inoltre tutela l’azienda produttrice da tentativi di contraffazione ( contraffazione che è un danno anche per la salute del consumatore), non rivelando la ricetta completa.

Analizziamo allora la nomenclatura. Il codice è detto INCI ovvero INTERNATIONAL NOMENCLATURE COSMETIC INGREDIENTS: si dividono in TRIVIAL NAMES cioè i nomi di ingredienti di uso comune come il latte o LAC e il miele MEL, così come sono inseriti in FARMACOPEA EUROPEA. Sono riportate con il loro nome tecnico ( non chimico) gli ingredienti di sintesi; la derivazione botanica è indicata con il nome della pianta seguito dal tipo di processo che la pianta ha subito per ottenere l’attivo ( esempio: estratto). Infine, i coloranti sono i più difficili da identificare per un occhio inesperto. Sono indicati con CI ovvero COLOR INDEX seguito da 5 cifre che corrispondono alla sezione del Color index. Ultimi, ma non ultimi profumi e aromi detti “Parfum” o “ Aroma”.
Vediamo di chiarire con un esempio di etichetta in cui evidenziamo i vari passaggi.

“ Aqua(water),decyl glucoside, sodium cocoyl glutamate, glycerin, parfum (fragrance), sucrose cocoate, acrylates/c10c30 alkyl acrylate crosspolymer, citric acid, caprylyl glicol, potassium sorbate, Aloe Barbadensis leaf juice, limonene, linalool”

Si nota per prima la base su cui è costituito questo prodotto che è l’acqua, presente come primo componente con il suo nome comune laino poi gli ingredienti di sintesi con il nome tecnico in inglese, l’estratto di foglia di aloe infine limonene e linaiolo che completano il quadro della fragranza che in questo composto è predominante comparendo tra i primi ingredienti. Non sono presenti coloranti che sarebbero preceduti dalle cifre CI. Ora chiunque legga questa etichetta sa dire se qualche componente non è adatto per il proprio tipo di pelle in base al quadro di allergia o intolleranza ai componenti; alcuni consumatori più esperti sanno anche individuare che prodotto sia solo confrontando gli ingredienti.

Manca ancora un tema fondamentale in questa disamina. La scadenza: come facciamo ad esser certi che il prodotto che stiamo acquistando o che abbiamo nel nostro beauty non sia scaduto o stia per esserlo?
Normalmente i prodotti vengono tolti dallo scaffale tre mesi prima della data riportata sulla confezione, ma non sempre la data è riportata sulla confezione del cosmetico insieme al numero del lotto di produzione.

Come ci si deve regolare?
La legge ci viene in aiuto anche in questo caso esistendo l’articolo 8, comma 1, punto C della legge 713 dell’11 ottobre 1986, recepimento di direttiva europea, che spiega come il cosmetico non debba recare danno e comunque per i cosmetici che dopo test significativi abbiano dimostrato di durare più di 30 mesi, cioè due anni e mezzo, non sia obbligatorio riportare la data di scadenza, ma solo dall’apertura il tempo massimo in cui effettuare l’utilizzo ( 11 marzo 2005). Per i cosmetici stabili fino a un tempo inferiore a 30 mesi è obbligatoria l’indicazione della data . Per tutti è valida la regola: non va utilizzato il cosmetico che perda la sua funzione originale( ad esempio uno smalto che separato non ridissolva) o rechi danno non essendo stato conservato correttamente.
Riassumendo l’etichetta ci indica se il prodotto è di qualità dalla concentrazione di attivi puri e ci informa sulle modalità di conservazione e uso.

Non accontentiamoci di prodotti che costano poco, scegliamo prodotti per cui il prezzo corrisponde ad una ottima qualità e ad una coccola in tutta sicurezza.

 

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“Grazie per la Vostra cortesia e disponibilità, per la rapidità di spedizione e per i campioni omaggio. A presto.”
Marianna - [Campoformido]

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